L'olio di cocco: caratteristiche ed effetti sulla salute

Aggiornato il: apr 13




L’olio di cocco


Il cocco è un frutto (in realtà è un seme) tipico delle coste tropicali, prodotto dalla palma da cocco (Cocos nucifera). Il frutto maturo si ottiene dopo circa 12-13 mesi dalla fioritura.

L'olio di cocco viene estratto dalla polpa della noce di cocco, chiamata copra, tramite sminuzzamento, essiccatura e raffinazione, oppure dalla spremitura della polpa idratata, separando le emulsioni che si formano (olio vergine di cocco). Prima dell’essiccamento la polpa del cocco contiene circa 33% di grassi e 15% di glucidi. Dopo l’essiccamento i grassi raggiungono circa il 65%, per arrivare al 99% dopo l’estrazione dell’olio. Dipendentemente dalla temperatura, questo composto può presentarsi allo stato solido oppure liquido.

Filippine, Indonesia ed India sono i maggiori produttori di questo alimento [1].



Composizione ed utilizzo dell’olio di cocco


Poiché la maggior parte dei grassi contenuti nell’olio di cocco sono saturi (92%) [2, 3], e donano quindi compattezza, questo alimento viene anche utilizzato dalle industrie per la produzione della margarina. I grassi saturi contribuiscono inoltre a preservarne la qualità, aumentandone i tempi di conservazione, poichè vengono ossidati meno facilmente rispetto ai corrispettivi grassi polinsaturi o monoinsaturi. Sebbene la sua stabilità lo abbia portato ad essere ritenuto un grasso idoneo per la frittura, in realtà l’olio di cocco ha un basso punto di fumo, e produce facilmente alcune sostanze cancerogene se sottoposto ad alte temperature per lunghi lassi di tempo [4]. Tuttavia, esso contiene una buona quantità di molecole antiossidanti come acidi fenolici (acido cumarico, ferulico, caffeico) e flavonoidi, e le vitamine liposolubili A ed E, la cui concentrazione aumenta nel prodotto di tipo vergine [5]. L'olio di cocco viene anche utilizzato come cicatrizzante, antibatterico, antiossidante [6].



Meglio limitare il consumo dell’olio di cocco


Le linee guida sull’alimentazione raccomandano un consumo di acidi grassi saturi pari al 10% del consumo totale di lipidi, dal momento che il loro eccessivo utilizzo è stato correlato ad un maggior rischio cardiovascolare ed allo sviluppo di patologie come obesità, diabete, aterosclerosi, ipertensione arteriosa, ed alcuni tipi di cancro [7]. Tuttavia non tutti gli acidi grassi saturi sono uguali. A differenza degli acidi grassi a catena lunga (come palmitico C16:0 e stearico C18:0), quelli a catena corta (SCFA) e media (MCFA) passano dall’intestino direttamente al circolo portale e al fegato, senza essere emulsionati nei chilomicroni. Inoltre, poiché non vengono facilmente riesterificati ed entrano nei mitocondri senza l’ausilio della carnitina, vengono metabolizzati facilmente, e questo ne limita il loro accumulo negli adipociti e nelle lipoproteine. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che il consumo di MCFA migliori la composizione corporea senza compromettere lo stato di rischio cardiovascolare [8].

Il fatto che l’olio di cocco venga spesso ritenuto un alimento benefico deriva proprio dal suo elevato apporto di MCFA. Tuttavia, analizzando la composizione dell’olio di cocco, si capisce come spesso bisogna andare oltre le semplici credenze per capire veramente le cose. L’acido laurico (C12:0), il più abbondante componente dell’olio di cocco (70-75%), viene assorbito e metabolizzato secondo le modalità degli acidi grassi a lunga catena, ovvero viene in gran parte riesterificato ed assemblato in chilomicroni negli enterociti, e poi ridiretto al fegato attraverso il circolo linfatico [9], contribuendo all’aumento di LDL e del colesterolo totale, ma anche delle HDL. Al fine di limitare il rischio cardiovascolare, però, l'American Hearth Association (AHA) ha dimostrato la maggior importanza di diminuire le LDL rispetto ad aumentare le HDL [10].


Conclusioni


Contrariamente a quanto si pensa, il maggior componente dell’olio di cocco, ovvero l’acido laurico, viene assorbito secondo le stesse modalità degli acidi grassi a lunga catena (LCFA), e contribuisce all'incremento della concentrazione del colesterolo LDL nel sangue. Se proprio piace, l’olio di cocco può essere assunto tranquillamente, a patto di limitarne le quantità e non superare la soglia giornaliera del 10% di acidi grassi saturi, considerando anche che 100 grammi di olio di cocco apportano circa 860 Kcal.

Il cocco rimane invece un frutto ricco di vitamine e sali minerali, che si può consumare tranquillamente, sempre a patto di non esagerare con le quantità. Inoltre, nell'acqua di cocco si trovano molti sali minerali tra cui sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo, vitamine del gruppo B e vitamina C.

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