La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS): perdere peso è fondamentale




La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) rappresenta la causa più frequente (circa l’80% dei casi) di infertilità anuvolatoria femminile [1], e colpisce circa il 10% delle donne in età fertile. Si tratta dunque di un disturbo abbastanza frequente.


La PCOS può essere asintomatica oppure manifestarsi attraverso problemi metabolici rilevanti.


La diagnosi avviene tramite i criteri di Rotterdam, ricercando la presenza di almeno due delle seguenti caratteristiche: anovulazione, presenza di cisti ovariche, iperandrogenismo (rilevato tramite la manifestazione di irsutismo, acne, alopecia, o tramite esami ematochimici) [2].


All’origine della PCOS vi è l’alterato rapporto LH/FSH (ormone luteinizzante/ormone follicolo-stimolante). L’alto rapporto LH/FSH si manifesta attraverso iperandrogenismo, ovvero un aumento degli ormoni androgeni, che sono i responsabili della formazione di cisti ovariche, oligomenorrea/amenorrea, irsutismo, acne, ed accumulo del grasso addominale. Se gli estrogeni, che aumentano assieme agli androgeni, rappresentano per le donne un fattore di protezione contro le patologie cardiovascolari, l’aumento degli androgeni le espone ad un maggior rischio di infarto e di ictus, oltre che alla maggior probabilità di manifestare obesità, insulino-resistenza, diabete mellito di tipo 2 e diabete gestazionale, alterazioni della glicemia e dislipidemie [3, 4].


E’ stato dimostrato che i sintomi di PCOS migliorano in seguito al miglioramento dello stile di vita attraverso la correzione della dieta e l’aumento dell’attività fisica. Nelle donne obese le evidenze indicano che le perdita di peso è associata ad un miglioramento dell’assetto ormonale, endocrino e ad una maggiore probabilità di ovulazione.


A livello di integrazione alcuni studi concludono che il mio-inositolo e l’acido alfa lipoico aiutano a migliorare i sintomi del PCOS. Tuttavia altre ricerche smentiscono questa ipotesi, motivo per cui sono necessari altri studi per approfondire l’argomento [5].


In alcuni casi il ginecologo può prescrivere dei farmaci in grado di induttore l’ovulazione, come l’antiestrogeno clomifene citrato o l’inibitore dell’aromatasi letrozolo.

Nel caso in cui l’adottamento del corretto stile di vita non sia sufficiente a migliorare la sensibilità insulinica, può essere prescritta la metformina [3].


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